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mercoledì 7 ottobre 2026

Il generale Satana



Le Général Satan, disegni di Hermann su testi di Greg, 22 tavole da Tintin nº 16 del 20 aprile 1967 fino al nº 26 del 29 giugno 1967.

Il generale Satana (titolo originale francese: Le Général Satan) è la seconda storia del primo storico albo cartonato della celebre serie a fumetti franco-belga Bernard Prince, creata dal disegnatore Hermann Huppen (noto solo come Hermann) e dallo sceneggiatore Greg (pseudonimo di Michel Regnier).
La storia esordì a puntate sulla rivista Tintin nel 1967 e fu pubblicata in formato volume nel 1969.
Il protagonista è Bernard Prince, un ex agente dell'Interpol che decide di abbandonare la civiltà per viaggiare attraverso il mondo a bordo della sua imbarcazione, il Cormorano.
Viaggia insieme all'anziano e burbero marinaio Barney Jordan e al giovane orfano indiano Djinn.
Nella storia l'antagonista è Il Generale Satana, un villain spietato e senza scrupoli a capo di una banda di pirati moderni che opera nelle acque del sud-est asiatico.
Diventerà uno dei nemici ricorrenti più iconici della saga.
Questo volume segna l'inizio del sodalizio di successo tra Hermann e Greg, che rivoluzionerà il fumetto d'avventura realistico e darà in seguito vita a un altro caposaldo del genere western, la serie Comanche.
Lo stile grafico di Hermann, caratterizzato da un realismo sporco, dinamico e fortemente cinematografico, trova in queste prime storie di mare il suo definitivo trampolino di lancio.

domenica 26 luglio 2026

Missié Vandisandi



Missié Vandisandi, testi e disegni di Hermann, 52 tavole pubblicate in volume nel 1991.

"Missié Vandisandi" è un romanzo a fumetti (graphic novel) belga autoconclusivo, scritto e disegnato dal celebre autore Hermann Huppen (noto semplicemente come Hermann).
La storia esplora le complessità dell'Africa post-coloniale attraverso i toni del thriller politico e del mistero.
Il protagonista Karl Vandesande è un ingegnere agrario ed ex funzionario coloniale belga in pensione.
Vive una vita tranquilla a Bruxelles ed è un grande appassionato ed esperto di arte tribale africana.
Un collezionista d'arte di nome Schwarz convince Karl a tornare nell'ex Congo Belga con il pretesto di raccogliere materiale per un libro e ritrovare rari manufatti locali.
Spinto dalla nostalgia, Karl accetta l'incarico per rivedere i luoghi del suo passato.
Al suo arrivo, tuttavia, fatica a riconoscere l'Africa che aveva lasciato quindici anni prima.
La ricerca artistica si rivela una messinscena.
L'anziano ingegnere si ritrova presto intrappolato in una pericolosa rete di spionaggio, tensioni politiche e intrighi locali.
L'opera è nota per lo sguardo ironico e disincantato sul post-colonialismo.
Hermann utilizza la metafora del cocco per descrivere l'Africa: un guscio esterno ruvido che nasconde un liquido dolce, simbolo delle molteplici e contrastanti verità di un continente in transizione.
I disegni dell'autore, caratterizzati dal suo tipico stile realistico e dall'uso sapiente del colore diretto, restituiscono in modo vivido le atmosfere afose e la tensione narrativa della vicenda.