lunedì 31 agosto 2026

Il cadavere e il sofà



Le cadavre et le sofa, disegni di Tony Sandoval, 90 tavole pubblicate nel 2007.

Il cadavere e il sofà è il primo graphic novel dell'autore messicano Tony Sandoval.
L'opera mescola atmosfere sognanti, elementi dark e il tema del passaggio dall'adolescenza all'età adulta.
La storia è ambientata a Esperanza, un piccolo villaggio messicano sconvolto dalla misteriosa scomparsa di un ragazzo di nome Cristian. Durante una torrida e malinconica estate in cui tutti si barricano in casa per la paura, il giovane Polo incontra Sophie. I due adolescenti iniziano a frequentarsi e, seduti su un vecchio sofà a poca distanza da un cadavere, scoprono l'amore, la sessualità e il mistero della morte, trasformando il loro legame in un percorso di crescita personale.

lunedì 24 agosto 2026

Caimani nella risaia



Des caimans dans la riziére, disegni di William Vance su testi di Greg, 45 tavole da Tintin nº 26 del 26 giugno 1973 fino al nº 39 del 25 settembre 1973.

Questa è la splendida pagina d'apertura dell'album "Caimani nella risaia" (Des caïmans dans la rizière), settimo capitolo della celebre serie spionistica ed esotica Bruno Brazil, creata dal maestro del disegno franco-belga William Vance e sceneggiata da Greg (in questa storia accreditato sotto lo pseudonimo di Louis Albert).
Bruno Brazil è un affascinante ed elegante agente segreto dei servizi di informazione americani.
Riconoscibile dai suoi capelli biondo platino, Brazil comanda il "Commando Caimano", variegato gruppo specialista in avventure mission impossible.
Questa bellissima serie di spionaggio è pubblicata sul settimanale TinTin dal 1967 al 1977.
La tavola mostra la straordinaria abilità descrittiva di Vance nell'immergere immediatamente il lettore nello scenario asiatico.
La metà inferiore della tavola si apre in una spettacolare e dettagliatissima vignetta panoramica che raffigura un classico mercato galleggiante thailandese.
Vance dimostra una cura maniacale per i dettagli antropologici, le palafitte in legno, la vegetazione tropicale e la frenesia quotidiana delle imbarcazioni cariche di merci.
L'uso sapiente del colore, caratterizzato dai contrasti accesi tra le vesti dei personaggi (come l'arancione vivido di Gina Loudeac) e i toni dominanti verdi e marroni della natura asiatica, restituisce appieno la tipica atmosfera d'avventura realistica degli anni '70.

mercoledì 19 agosto 2026

Jonathan Cartland



Jonathan Cartland, disegni di Michel Blanc-Dumont su testi di Laurence Harlé, 54 tavole pubblicate nel 1975.

Jonathan Cartland è una celebre serie a fumetti western franco-belga, creata dalla sceneggiatrice Laurence Harlé e dal disegnatore Michel Blanc-Dumont.
Apparsa per la prima volta nel 1974 sulla rivista francese Lucky Luke, la saga si è conclusa nel 1995 dopo 10 volumi.
È considerata un capolavoro del genere per il suo realismo, la sua malinconia e la sua profonda umanità, elementi che la allontanano dai classici stereotipi del western d'azione.
A differenza degli eroi tradizionali e invincibili, Jonathan Cartland è un uomo complesso, tormentato ed emotivamente fragile.
È un cacciatore e scout dai lunghi capelli biondi e folti baffi, che vive in profonda armonia con la cultura dei nativi americani.
La sua vita viene sconvolta all'inizio della serie quando la moglie nativa, Piccola Neve, viene brutalmente assassinata.
Distrutto dal dolore, affida il figlio neonato alla tribù della moglie e inizia a vagare per gli Stati Uniti, lottando spesso contro la depressione, la povertà e l'alcolismo.
La serie si distingue nel panorama western per diverse caratteristiche uniche quali il rispetto per i nativi, i toni crepuscolari, il crudo realismo e i disegni dettagliati (il tratto di Michel Blanc-Dumont è celebre per l'accuratezza storica, la bellezza dei paesaggi naturali e l'espressività dei volti).

giovedì 13 agosto 2026

Il deserto dei tartari



Il deserto dei tartari, disegni di Pasquale Frisenda su testi di Michele Medda, 163 tavole pubblicate da Sergio Bonelli Editore nel 2024.

Questa starordinaria tavola mostra chiaramente la maestria di Pasquale Frisenda nel tradurre in immagini l'atmosfera rarefatta, malinconica e senza tempo del capolavoro letterario di Dino Buzzati, qui adattato da Michele Medda.
Il tratto a mezza tinta di Frisenda cattura perfettamente i dettagli dell'ambiente urbano iniziale, prima che la narrazione si sposti verso la solitudine geometrica e desolata della Fortezza Bastiani.
In questa specifica tavola lo stile grafico di Pasquale Frisenda e la sua gestione del chiaroscuro emergono come gli elementi portanti per evocare il senso di attesa psicologica e sospensione temporale tipici del romanzo di Buzzati.
A differenza del classico fumetto seriale bonelliano, dominato da netti contrasti in bianco e nero (linea chiara e campiture nere), Frisenda adotta qui una pennellata sfumata e acquerellata.
Questa scelta produce una ricca gamma di grigi intermedi che avvolge l'intera scena.
Il grigio non è piatto, ma stratificato. Restituisce la consistenza della pietra bagnata, l'umidità dei canali e la tipica foschia mitteleuropea.
Il manto dei cavalli e i tessuti delle divise militari non hanno contorni netti, ma sono definiti dal volume stesso del colore, conferendo un senso di realismo storico e tangibilità.
La luce appare diffusa, filtrata da un cielo perennemente coperto o nebbioso. Non ci sono ombre radenti o violente; le transizioni tra luce e ombra sono morbide e progressive.
Questo tipo di illuminazione elimina ogni dinamismo artificiale, amplificando l'impressione che il tempo scorra in modo quasi impercettibile, intrappolando i personaggi.
I neri pieni e profondi vengono utilizzati strategicamente per guidare lo sguardo del lettore e dare profondità alla pagina.
Nella prima vignetta, lo scafo scuro della barca in primo piano funge da quinta teatrale, spingendo l'occhio verso lo sfondo dove i due cavalieri si allontanano.
Nella terza vignetta, l'oscurità dell'arco sulla destra incornicia l'uscita dei personaggi dalla città. Il contrasto tra il muraglione grigio e il varco d'ombra simboleggia visivamente il passaggio da un mondo conosciuto e protetto (la città natale) verso l'ignoto e la solitudine della Fortezza.
Insomma Frisenda rinuncia alla spettacolarità del segno per favorire un approccio pittorico intimo, dove il chiaroscuro diventa lo specchio della malinconia e dell'incomunicabilità che gravano sul destino del tenente Giovanni Drogo.

domenica 9 agosto 2026

Benvenuti su Alflolol



Bienvenue sur Alflolol, disegni di Jean-Claude Mézières su testi di Pierre Christin, 46 tavole pubblicate nel 1972.

"Benvenuti su Alflolol" (titolo originale: Bienvenue sur Alflolol) è il quarto albo della celebre saga a fumetti di fantascienza franco-belga Valerian e Laureline, creata dallo sceneggiatore Pierre Christin e dal disegnatore Jean-Claude Mézières.
La storia affronta con amara ironia e toni fortemente ecologisti e anti-coloniali il tema del progresso forzato.
I protagonisti Valerian e Laureline vengono inviati sul pianeta Technorog, una colonia terrestre un tempo selvaggia e ora totalmente industrializzata.
La situazione precipita quando tornano sul posto i nativi del pianeta, gli Alflololiani: una specie pacifica, nomade e longeva che non ha alcuna nozione di proprietà privata o di industrializzazione.
L'albo racconta lo scontro culturale tra la burocrazia terrestre e lo stile di vita spensierato dei legittimi abitanti del pianeta.
Il destino degli Alflololiani disprezzati e insultati, confinati nelle riserve, ricorda quello dei nativi americani del Nord America.

martedì 4 agosto 2026

L'uomo di carta



Quatre Doigts, l'homme de papier, testi e disegni di Milo Manara, 46 tavole pubblicate da Dargaud nel 1981.

L'uomo di carta (noto anche con il titolo Quattro dita) è un celebre fumetto di genere western realizzato dal maestro dell'erotismo italiano Milo Manara nel 1981.
L'opera è considerata uno dei migliori e più ispirati lavori della sua produzione autoriale.
Venne pubblicata per la prima volta in Francia dalla casa editrice Dargaud e, in Italia, a puntate sulla rivista Pilot delle Edizioni Nuova Frontiera.
Ambientato nel mito della frontiera americana, il fumetto si inserisce nel filone del western "revisionista" (influenzato da opere come il Blueberry di Charlier e Moebius).
Manara sceglie di decostruire la classica retorica della frontiera, mostrando l'uomo bianco non come un eroe, ma come un conquistatore feroce e spietato, capace di crimini orribili in nome della civiltà.
La storia segue le vicende e l'evidente attrazione tra due carismatici e indimenticabili protagonisti: L'Uomo di Carta (o Quattro dita) è un bizzarro e stravagante personaggio che dà il titolo all'opera e Coniglia Bianca è una splendida e fiera ragazza nativa americana.
Il tono del racconto è abilmente orchestrato e si muove con fluidità tra avventura e umorismo, accurata ricostruzione storica e una forte componente erotica, tipica dello stile del disegnatore.